Acqua vercellese ad Auroville per il cinquantennale

Era stata portata in India da Liza Binelli.

Acqua vercellese ad Auroville per il cinquantennale
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Acqua vercellese ad Auroville Versata nella grande ampolla della "Water ceremony" per i 50 anni della città.

Acqua vercellese ad Auroville

L'acqua del fiume Sesia è stata versata e mescolata in una grande ampolla, insieme a quella di tanti altri fiumi del mondo, nella  mattinata di mercoledì 28 febbraio nella mitica città di Auroville, in India nel Tamil Nadu. Città che ha celebrato i suoi 50 anni di vita. L'Utopia per eccellenza, abitata da 2.700 abitanti. Avveniristica e spirituale. L'acqua vercellese era stata portata la scorsa estate dalla vercellese Liza Binelli.

Riproponiamo un servizio uscito sul nostro giornale in cui è ben illustrata tutta l'affascinante storia.

Il viaggio di Liza nella città di Utopia

Il prelievo dell'acqua che poi è andata in India.

Terzo viaggio solidale in India per Liza Binelli, insegnante di religione vercellese con apprezzati trascorsi da giornalista a Notizia Oggi Vercelli.
Questa volta Liza ha portato l’acqua del Sesia ad Auroville, città “sperimentale” disegnata da un architetto francese che sio pone l’obiettivo di far convivere in pace uomini e donne di ogni nazione e credo.
«In occasione del mio terzo viaggio in India ho pensato di aderire all'iniziativa “Water ceremony” facendomi portavoce della città e riempiendo, prima di partire, una bottiglia di acqua prelevata dal nostro fiume Sesia per portarla ad Auroville, documentando il tutto con una sequenza fotografica».
Il luogo dove è stata portata l'acqua e consegnata nelle mani di Srimoyi Rosegger (una ragazza bengalese), sorge vicino a Pondicherry, un'ex colonia francese che si affaccia sull'Oceano indiano. L'evento si svolgerà l'anno prossimo (è riferito alla cerimonia odierna, ndr) per commemorare i 50 anni di fondazione di Auroville. Tutta l'acqua pervenuta da ogni angolo del pianeta (un fiume, un mare, una cascata, ma anche la fontanella sotto casa), verrà versata in un'enorme ampolla posizionata al centro di un moderno anfiteatro. «L'intento è puramente simbolico – spiega la vercellese – l'acqua è un elemento prezioso per la popolazione mondiale e con il gesto di unirla in un recipiente si vuole portare l'attenzione sul suo valore, la sua diminuzione e la sua unicità appunto».

Un aiuto vercellese ai bimbi poveri

Ma questa visita di un mese nel sub continente indiano è stata nuovamente l'occasione per aiutare i bambini poveri.
«Come avevo fatto nelle mie precedenti visite ho portato astucci pieni di penne, pastelli e pennarelli, acquerelli e gomme in una scuola primaria, scelta a caso, nelle vicinanze del paese dove alloggiavo. Devo essere sincera, questa volta mi sono recata in quella scuola pochissime volte per svolgere un po' di volontariato, in quanto le distanze erano davvero enormi, dovevo farmi accompagnare da un tassista a bordo dei tipici tuc tuc che poi si fermava ad aspettarmi e a me spiaceva farlo attendere per troppe ore fuori in cortile sotto il sole cocente». Auroville non è una tipica città indiana, trafficata ed affollata, è un eco-village, che accoglie tutte le persone assetate di progresso. «E’ abitata da moltissimi occidentali - continua Binelli - e gli italiani sono al quarto posto con 150 abitanti. In città non circola denaro e tutti possono costruirsi una casa dove e come vogliono. Oggi è offerto lavoro ad architetti, ingegneri, insegnanti, giornalisti ed esperti web. Il primo anno bisogna provvedere al proprio mantenimento, dal secondo in poi, se viene riconosciuta la cittadinanza, oltre al permesso di soggiorno della durata di 5 anni, si viene pagati in crediti poi spendibili nei negozi della città». La capienza massima è di 50 mila abitanti. Al momento sono poco più di 2700 i residenti. «L’unico neo di Auroville? il caldo, insopportabile per via dell'umidità che supera '84%. Irragionevole per una come me...abituata al freddo» conclude Liza.

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