Grande installazione

Un "risegno" grande come 25 campi da tennis per l'Ente Risi

Un progetto di Livio Bourbon

Un "risegno" grande come 25 campi da tennis per l'Ente Risi
Attualità Vercellese, 21 Luglio 2021 ore 10:53

Livio Bourbon, fotografo e creativo vercellese ha stabilito dei veri record con i sui "mandala" o "risegni" che negli ultimi anni ha realizzato un po' ovunque, spesso mobilitando centinaia di studenti nello stendere quintali di chicchi di riso colorati.

Questa volta, però, non si è accontentato di usare il prodotto finito, ha infatti diretto una colossale operazione di ingegneria agricola e paesaggistica per delineare un complesso disegno direttamente in risaia, giocando sulle piantine in crescita e non sui chicchi.

Il 90° anniversario dell'Ente Risi

L'impresa è stata realizzata per festeggiare il 90° anniversario dell'Ente Nazionale Risi.

L'ente ha voluto omaggiare il mondo del riso attraverso la complessa realizzazione di un disegno di riso in campo, appunto un Risegno.

Un’enorme rosa dei venti stilizzata ha preso forma in risaia presso il Centro Ricerche sul Riso di Castello d'Agogna (PV). Tre diverse varietà di riso, a rappresentare l'intera filiera risicola, sono state meticolosamente seminate su una superficie di 6.400 metri quadrati, su progetto ed indicazioni di Bourbon e ad opera dei tecnici e del personale dell'Ente.

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Un'installazione mutevole

La gigantesca performance artistica, ampia quanto 25 campi da tennis, è una sorta di installazione mutevole e cresce quotidianamente in altezza e volume, secondo la naturale trasformazione di colori che segue la maturazione di foglie e pannocchie.

Se oggi il Risegno si presenta al suo pubblico in una sfumatura di verdi intensi e viola scuro, nelle settimane prossime al raccolto risulterà, visibile anche dal satellite, dorato e marrone.

Una vetrina per il mondo risicolo

Il Risegno vuol essere catalizzatore di attenzione e interesse, vetrina di un'intera filiera, arte in risaia, amplificatore di un messaggio: per produrre e nutrire coltura e cultura ci vuole il seme giusto al posto giusto e soprattutto riso italiano.