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Primi aiuti

Stato d'emergenza siccità per il Piemonte, stanziati 7,6 milioni

Ma serviranno altri fondi e soprattutto lo Stato di Calamità per l'agricoltura.

Stato d'emergenza siccità per il Piemonte, stanziati 7,6 milioni
Attualità 05 Luglio 2022 ore 10:17

Nella foto la secca del Sesia a Vercelli.

C'è voluto qualche giorno per accogliere la richiesta che il Piemonte aveva chiesto, ma finalmente il Consiglio dei Ministri ha dichiarato, lunedì 4 luglio, lo stato di emergenza per la crisi idrica in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Sono stati stanziati per la nostra regione 7,6 milioni di euro, sembrano pochi, perché il fabbisogno di investimenti supera i 100 milioni, ma dovrebbero bastare per i primissimi e più urgenti interventi

Il commento di Cirio

“Attendevamo questo riconoscimento che siamo stati tra i primi a richiedere - sottolinea il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio insieme agli assessori all’Ambiente Matteo Marnati, alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Agricoltura Marco Protopapa -. Lo stato d’emergenza è un passaggio indispensabile per intervenire in modo strutturale sull’emergenza che ci sta colpendo in questi mesi, ma anche per limitare il rischio che una situazione analoga si ripeta in futuro. Siamo soddisfatti che sui primi 36,5 milioni stanziati stasera dal Governo 7,6 arrivino in Piemonte. Serviranno a mettere in campo le opere di somma urgenza per dare respiro alla nostra rete idrica".

Ma serve lo Stato di Calamità naturale per aiutare l'agricoltura

"Ci auguriamo che arrivino al più presto anche le altre risorse per gli interventi strutturali necessari, solo in Piemonte superano i 100 milioni di euro, e che dopo lo stato di emergenza venga riconosciuto anche lo stato di calamità per la nostra agricoltura, che a livello nazionale conta già più di un miliardo di euro di danni. Quello della siccità, però, è un tema che richiede ormai una regia e una attenzione nazionale ed europea ed è per questo che abbiamo chiesto e ottenuto che giovedì questa emergenza sia al centro del dibattito della prossima plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo”.

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