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Il Tar ferma la discarica di amianto in frazione Brianco

Vittoria per il ricorso presentato da Legambiente, Comuni di Santhià e di Carisio e sostenuto dal Comitato Salussola Ambiente è Futuro

Il Tar ferma la discarica di amianto in frazione Brianco
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Il Tar Piemonte ha accolto il ricorso presentato da Legambiente, sostenuto dal Comitato Salussola Ambiente è Futuro, quello dei Comuni di Santhià e di Carisio e quello delle aziende agricole confinanti con l’area interessata dalla discarica, uniti dall’obiettivo comune di far annullare l’autorizzazione data dalla Provincia di Biella alla discarica di amianto a Salussola Brianco.

Successo sperato

“E' stata pubblicata la sentenza con la quale il TAR per il Piemonte ha accolto il ricorso contro la discarica di amianto di Salussola presentato dai Comuni di Santhià e Carisio - difesi dagli Avvocati Michele Greco e Marco Briccarello, che avevano assistito i Comuni di Santhià, Tronzano e Cavaglià anche nell’altro ricorso risultato vittorioso sia al Tar che al Consiglio di Stato contro l’ampliamento delle discariche in loc. Gerbido - ed è di nuovo una vittoria. - commenta il sindaco Angela Ariotti- Il Tar ha infatti annullato tutti gli atti impugnati dai Comuni”. E’ stata confermata la sentenza già pronunciata a dicembre scorso nei confronti del ricorso del Consorzio di Tutela della Dop Riso di Baraggia biellese e vercellese, accogliendo quindi il punto riguardante la tutela del valore agronomico dell’area: la collocazione della discarica su terreni vocati all’agricoltura di eccellenza non è stata adeguatamente valutata dalla Provincia di Biella, la quale si è limitata a prendere atto di posizioni incongruenti: La società proponente riteneva che nell’area interessata dai lavori non esistessero “i presupposti economici ed ambientali tali da consentire una sua utilizzazione in campo risicolo di reddito”; tutti gli altri portatori di interessi (Comuni, associazioni, aziende, Consorzio) affermavano l’esatto contrario. “I Giudici hanno evidenziato che la Provincia di Biella non ha svolto adeguati approfondimenti- spiega la referente del Comitato, Simonetta Magnone- ed ha in sostanza recepito le tesi del proponente senza verificare puntualmente tutti i fatti e senza assumere una precisa posizione. Noi abbiamo ripetuto a sfinimento che la collocazione della discarica in area Dop non trovava giustificazione logica, ma siamo rimasti inascoltati. La sentenza poi accoglie un secondo punto di ricorso, che riguarda il riuso della terra e delle rocce da scavo che il proponente intende riutilizzare per la gestione della discarica. La Provincia di Biella avrebbe dovuto esigere una attestazione che certifichi che tale materiale possiede le caratteristiche per qualificarli come sottoprodotti riutilizzabili, e non come rifiuti. La vicenda probabilmente non si chiuderà qui: se è vero che la Provincia di Biella ha dichiarato che non intende opporsi alla sentenza, il proponente invece ha fatto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza vittoriosa del Consorzio, quindi presumiamo che si muoverà nello stesso modo anche rispetto alla nostra. Penseremo nelle prossime settimane a come organizzarci, nel frattempo dopo anni di fatiche esultiamo per quest’altra vittoria, che ci esonera dal pagamento delle spese del Ctu, poste in carico alla Provincia di Biella e al proponente. Questo particolare ci suscita però una riflessione: la Provincia di Biella dispone di soldi pubblici, quindi nostri, pertanto alla fine a pagare saranno comunque di nuovo i cittadini”.

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