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Anteprima

Giornalisti alla scoperta del regno dei camion storici di Carlo Marazzato

Presentati il nuovo allestimento del museo di Stroppiana e il libro sulla storia del gruppo. Dal 7 al 9 ottobre porte aperte al pubblico.

Giornalisti alla scoperta del regno dei camion storici di Carlo Marazzato
Attualità Vercellese, 30 Settembre 2022 ore 17:29

Nelle foto alcuni momenti della presentazione alla stampa.

Nei giorni scorsi, a Stroppiana, nel polo museale dedicato ai veicoli pesanti,  è stato presentato in anteprima alla stampa il nuovo allestimento dello showroom privato della "Collezione Mezzi Storici Marazzato": una nuova casa per la più grande collezione europea di camion storici del Novecento tutti perfettamente restaurati con amorevole cura come appena freschi di fabbrica. Si parla di oltre 300 mezzi.

La festa per i settant'anni di Marazzato

Ed è proprio qui che il prossimo 7 e 8 ottobre si terranno altresì le celebrazioni eventi del 70° anniversario del "Gruppo Marazzato".

“Siamo riconoscenti al territorio che ci ha portato fortuna, con il quale vogliamo interagire sempre più in termini di gratitudine concreta per la fortuna che continua a portarci", hanno sottolineato i fratelli Alberto e Luca Marazzato.

Tra i relatori della conferenza stampa c'erano anche il giornalista e scrittore Massimo Condolo, autorevole storico italiano dei trasporti.

E Maurizio Scandurra, giornalista radiotelevisivo, opinionista a "Canale Italia", "Radio Radio" e a "La Zanzara" di "Radio24", collezionista altresì di camion e autobus storici.
E' lui l'autore del volume "Dal trasporto all’ambiente: il senso è nel viaggio" (Edizioni Gallo, Vercelli, pp.128) incentrato sulla storia di ‘Marazzato’. Un’opera preziosa realizzata con la creatività della designer milanese Simona Novella e la copertina del grafico Riccardo Manachino.

I fratelli Marazzato: “Seguiremo le orme di nostro padre Carlo”

“Seguiremo le orme di nostro padre Carlo, appassionato ideatore della collezione di mezzi storici, continuando la lunga tradizione dei "Porte Aperte", ovvero una giornata mensile di visite gratuite rivolte a gruppi di appassionati che potranno così comprendere tutta la storia racchiusa in camion, autobus, auto e due ruote storiche. In più, il 26 novembre terremo un raduno dedicato ai 70 anni del glorioso autocarro "Fiat 682": protagonista della ricostruzione italiana nel Dopoguerra, oggi ancora in uso nel continente africano”, approfondiscono i fratelli Marazzato.
“L’obiettivo è fare di Stroppiana un’area atta a ospitare eventi culturali, artistici, sociali e aggregativi anche al di là di quelli legati al motorismo storico. Un punto di ritrovo e di riferimento anche per i giovani del territorio”, chiosano i manager.

La giornata è poi proseguita con il ritrovo di moltissimi collezionisti di autoveicoli storici giunti da ogni parte d’Italia a omaggiare i rari esemplari raccolti da Carlo Marazzato, e a celebrarne con affetto, riconoscenza e stima il ricordo e la memoria.

Carlo Marazzato, il ricordo del giornalista Maurizio Scandurra

Carlo Marazzato su uno dei suoi più rari mezzi.

“Ci sono uomini che lasciano il segno. Carlo Marazzato è tra questi. Con lui scompare uno fra gli ultimi e più autorevoli rappresentanti di quell’Italia imprenditoriale aitante e producente che ha saputo risollevarsi con fierezza e prospettiva dalle ceneri di un conflitto che sembrava aver posto bruscamente la parola ‘fine’ al nostro, amato Paese”.
Così ricorda Carlo Marazzato il Maurizio Scandurra.

Il noto giornalista racconta frammenti di storia: “Suo padre Lucillo prima, lui con la moglie Mara e il fratello Giorgio poi, oggi invece i suoi valentissimi figli Alberto, Luca e Davide, hanno tracciato e ampliato un sentiero che, via via negli anni e nei decenni, si è fatto autostrada ampia a e sicura nella costruzione di un orizzonte familiare e di un percorso industriale unico nel proprio genere. Aveva sempre un pensiero, un consiglio, un sorriso e una parola per tutti, Carlo Marazzato. Uomo di poche parole, sprizzava un carisma che ne impreziosiva il tratto peculiare che ne ha fatto un visionario competente per una vita intera. Una persona intelligentissima, generosa, lungimirante, e altrettanto semplice. Tutta votata alla famiglia, al lavoro, alla celebrazione, conservazione e tramando del ricordo di chi l’ha preceduto sulla linea del tempo, in un atto di continuo, crescente e costante tributo di riconoscenza soprattutto per quel suo amato padre Lucillo cui è sempre stato legato da un rapporto profondissimo”.

Scandurra così conclude: “Ricorderò per sempre il suo esempio operoso e silente, la sua innata predisposizione alle pubbliche relazioni, la capacità di saper valorizzare il talento altrui mettendo ciascuno a proprio agio. Così è stato con tutti per una vita intera, così è stato anche con me. E per questo desidero sentitamente ringraziarlo pubblicamente, così come immensa è la mia gratitudine per la sua altrettanto stimata e cara famiglia: Mara, Alberto, Luca e Davide, per avermi permesso di raccontare con umiltà e cuore ardente la storia di una vita. La loro, paradigmatica anche per le generazioni future”.

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