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Protesi bionica alla mano per un giovane vercellese

Si tratta di una tecnologia mai adottata prima in Italia

Protesi bionica alla mano per un giovane vercellese
Altro 02 Luglio 2018 ore 14:12

Protesi bionica alla mano: un giovane vercellese è la prima persona in Italia ad aver una "i-Digits quantum".

Protesi bionica alla mano per un futuro da pilota

Gabriele Luberto è un ragazzo di Vercelli. Classe 2000, il prossimo anno concluderà il percorso di studi all’Istituto Tecnico Aeronautico. La sua grande passione è sempre stata il volo. Una malformazione congenita gli causò però alla nascita un sottosviluppo della mano e l’assenza delle dita. Il ragazzo è stato a lungo autonomo anche senza una protesi: «Me la sono sempre cavata da solo, senza utilizzare protesi.
Sinceramente non ne ho mai sentito il bisogno e sono riuscito a farne a meno, arrangiandomi come meglio potevo – racconta – Purtroppo, per chi ha delle difficoltà come me, spesso le porte sono e restano
chiuse, specialmente in Italia. Io voglio fare il pilota a tutti i costi e sto studiando e lavorando sodo per
raggiungere questo obiettivo, ma a causa delle mie condizioni, tutto questo non basta. Quando tempo fa ho saputo che all’estero avrei avuto la possibilità di coronare il mio sogno, insieme ai miei genitori abbiamo deciso che era arrivata l’ora di ricorrere ad una protesi. In Italia non posso avere la possibilità di pilotare un aereo. Sarei il primo a presentarmi al centro di medicina aeronautica italiana con la protesi, dando magari spazio e opportunità a chi è nella mia stessa situazione».

Altissima funzionalità

Gabriele e la sua famiglia si sono quindi rivolti all’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino. Si tratta di una delle poche realtà accreditate in Italia per l’applicazione degli arti bionici sviluppati dalla Touch Bionics. Si tratta di un'azienda scozzese che ha realizzato questi apparecchi innanzitutto per i reduci
dall’Afghanistan. Qui è stata applicata al giovane vercellese una protesi parziale alla mano sinistra, la i-Digits quantum, una sorta di “guanto” con delle dita intelligenti che si muovono grazie ad un microprocessore e a due batterie. Si tratta di una vera prima volta in Italia: questa novità tecnologica, infatti, non era mai stata utilizzata in precedenza qui.

Il funzionamento

Questa protesi consente di accedere a una presa automatizzata spostando i-Digits in una delle quattro direzioni. C’è un accesso immediato a 20 prese pre-programmate e ad altri 12 modelli di presa personalizzati, consentendo un'enorme versatilità e flessibilità nella personalizzazione della mano
per una varietà di attività quotidiane. Attraverso un controllo di prossimità è possibile interagire via Bluetooth con dei piccoli dispositivi abilitati che consentono agli utenti di inserire qualsiasi grip disponibile semplicemente spostando il loro dispositivo vicino a un oggetto su cui è posizionato un chip di presa. Gabriele può muovere in modo autonomo tutte e cinque le dita e compiere sia movimenti elaborati, come prendere piccoli oggetti, che altri semplici ma impossibili con una normale protesi mioelettrica a pinza, come indicare un oggetto o stringere la mano.

I cambiamenti

Il costo totale della protesi applicata da Officina Ortopedica si aggira intorno ai 50mila euro, di cui 17mila euro sono stati versati dal SSN. «Ho fatto un training di 2 giorni con la casa madre, la Touch Bionics, ed è stato veramente strano – continua Gabriele – Ho ritirato la protesi pochi giorni fa e ancora mi devo abituare. Del resto, per tutta la mia esistenza ne ho fatto a meno. Adesso inizia una nuova vita per me, ma i miei obiettivi non sono cambiati, perché una volta finita la scuola voglio andare all’estero, sicuramente in Inghilterra, dove posso realizzare il mio sogno. Quello che vorrei fosse chiaro è che non bisogna mai mollare e che c’è sempre un modo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. Gli ostacoli si superano, basta volerlo».

 

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