Cultura

La fotografia naturalistica affascina con "Liguria e Piemonte"

Successo per la presentazione del libro a Villarboit a cura del biologo marino Emilio Mancuso

La fotografia naturalistica affascina con "Liguria e Piemonte"
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Riceviamo e pubblichiamo

Sala Borsini assiepata, lunedì 30 gennaio, dagli intervenuti, davvero numerosi, alla presentazione del libro di fotografia naturalistica “Liguria e Piemonte”, collana “Italia in Natura”, della Pubblinova Edizione Negri, effettuata dal biologo marino Emilio Mancuso, coautore del testo, in quel di Villarboit, presso il Museo Borsini e Subacquea Storica Vercelli. Introduce la serata Sergio Quaglia, in veste sia di curatore museale che di subacqueo di lunga data, ringraziando tutti i presenti, in particolare i Club convenuti, Subacqua Club Vercelli, con il Presidente Claudio Veronesi, il Circolo Subacqueo di Casale Monferrato, con il Presidente Silvano Raineri, il Panathlon Club di Vercelli, con il Governatore Maurizio Nasi e il socio Maurizio Gaudio, il Gruppo Fotocine Controluce di Vercelli, con l’amico Dario De Salvador. Emilio, prima di addentrarsi nella parte scientifica della serata, si sofferma sull’importanza della fotografia subacquea, come strumento indispensabile per raccontare la vita sommersa, concetto appreso sul campo e qualitativamente veicolato dall’amicizia con Pietro Formis, altro coautore del testo, “fotografo subacqueo che ricama con la fotografia”, nei capitoli “Biodiversità della Baia di Noli” e “Area Marina Protetta di Portofino”. Il biologo Mancuso entra subito in azione, in questo testo egli ha scritto due capitoli: “Nemo’s Garden”, progetto italiano di ricerca dove il basilico cresce sotto l’acqua del Mar Ligure a Noli (Sv), per zone con tanto mare e poco terreno agricolo a disposizione, e “Le foreste marine della Baia di Santa Teresa”.

L'ambiente ligure di Ponente di Noli

Emilio descrive l’ambiente ligure di Ponente di Noli, la cui baia permette la fruizione subacquea 365 giorni all’anno, rimarcandone la peculiare caratteristica di avere un orizzonte che non si affaccia sulla Corsica, ma sull’Area Marina Protetta, consentendo un moto ondoso di 30 cm, che permette una visibilità che tende a migliorare più velocemente di altre zone: è la possibilità di stagionalità ad attrarre i subacquei, in queste acque. Ed ecco le creature, svelate al pubblico da mirabili scatti che le trasformano in opere d’arte: la Rana Pescatrice, quella classica e quella di fango, in visione diurna, esempi di mimetismo; Bavose, San Pietro e Polpesse, dalle abitudini notturne; Totani, Alicia Mirabilis, sensibili alla luce; Pesci Civetta, d’ esempio per il meccanismo di selezione; Acciughe e Cavallucci marini stanziatisi a Nemo’s Garden come adattamento, poichè la zona non è frequentata da pescatori; Tritoni del Mediterraneo e Cimazio, la cui scomparsa biologica improvvisa sorprende e commuove Emilio, facendocelo amare, quando dice: “è il segreto della vita”… Come si può parlare di Liguria, descrivendo solo il Ponente e non il Levante? Eccoci allora nell’Area Marina Protetta di Portofino, tra i comuni di Camogli, Santa Margherita Ligure e Portofino, fulgido esempio di gestione, 36 Diving Center autorizzati come medie imprese: le sue falesie sommerse ospitano una vasta fauna e una ricca flora, quasi unica nel Mar Mediterraneo, per la sua biodiversità. L’ambiente è coralligeno, ci sono anche Gorgonie e Margherite di mare, egli osserva che i subacquei si muovono sempre più in aree marine protette. Mancuso parla di “Foreste marine”, dicendoci che la maggior parte di noi è abituata al concetto di foreste terrestri, abitate da animali, ma quelle marine sono ambienti tridimensionali ugualmente a dominanza animale e, per meglio farci comprendere, ci porta l’esempio della Smart Bay di Santa Teresa ( La Spezia), la prima stazione italiana per lo studio dei cambiamenti climatici, dove droni terrestri e sonde marine sono impiegati per studiare gli ecosistemi marini, un’iniziativa promossa da ENEA (Energia Nucleare Energie Alternative), in collaborazione con Enti, Università ed Associazioni. Nelle acque di questa baia è nato un laboratorio hi-tech per lo studio di alghe, briozoi, molluschi e coralli, organismi di estrema importanza per le strategie di adattamento e mitigazione al cambiamento climatico, sono le stesse acque dove, nel secolo scorso, alcune famiglie tarantine immigrarono per coltivare allevamenti di cozze, rammenta Emilio. A conclusione della serata, Emilio Mancuso scorre il testo, a cura di 16 autori, presentando anche quei capitoli che potrebbero interessarci per vicinanza geografica, quali “Eccellenze naturalistiche dell’area risicola vercellese” di Nicola Destefano, segnaliamo anche “Molluschi terrestri rari e a rischio d’estinzione in Val Sessera e nell’Area Naturale Protetta Oasi Zegna, di Marco Salemi, e “La parete Est del Monte Rosa”, di Cesare Re. Sergio Quaglia ringrazia Emilio Mancuso per la preziosa conduzione dell’evento scientifico, soprattutto perché ci ricorda che la vita del mare è la nostra vita e “senza mare non può esistere la vita”.
Claudia Arposio

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