Economia
tetto indispensabile

Costo dell’energia: "Serve il price cap o in autunno sarà bomba sociale"

Il monito dell’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Costo dell’energia: "Serve il price cap o in autunno sarà bomba sociale"
Economia 14 Luglio 2022 ore 10:40

Serve un tetto ai costi dell’energia altrimenti in autunno esploderà una bomba sociale.

L’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, è una persona moderata e abituata a soppesare le parole, ma in questa occasione vuole far capire tutta la gravita della situazione.

“Non c’è la percezione di quello che potrà accadere – esordisce – Si parla diffusamente e giustamente del costo della vita e dell’inflazione, ma il 75% dell’inflazione deriva dal costo dell’energia. Ecco perché è indispensabile mettere introdurre il “price cap”. E’ l’unica soluzione. In caso contrario, in autunno molte aziende decideranno di sospendere le attività e quelle energivore rischieranno addirittura di non proseguire, con le conseguenze facilmente immaginabili sul fronte economico e dell’occupazione”.

Il quadro è davvero così preoccupante?

“Sì. Noi lo diciamo da quasi un anno che i rincari dell’energia rischiano di diventare strutturali. Questi rincari si abbattono su lavoratori e aziende. Le difficoltà sono già visibili, ma con la ripresa in autunno diventeranno gravissimi e non saranno più sopportabili da tante attività. Le imprese energivore non saranno più in grado di sostenere la loro capacità produttiva, anche se non mancano le commesse, perché in molti casi produrre costa di più che tenere ferma l’azienda. Un paradosso… Tante altre aziende sospenderanno l’attività per mancanza di marginalità e ricorreranno agli ammortizzatori sociali. Senza dimenticare che un’azienda brianzola o bresciana deve concorrere con un’azienda francese i cui costi energetici sono di gran lunga inferiori e quindi rischia di perdere quote di mercato. Con un quadro così complesso i cittadini non riusciranno a essere consumatori tanto quanto lo sono adesso. Questo il motivo per cui mettere un tetto ai costi energetici è urgente e indispensabile; lo ribadisco anche qui: c’è il rischio concreto di una ‘bomba sociale’”.

Guido Guidesi

Il tema del “price cap” però è abbastanza all’ordine del giorno in Italia.

“Devo dire che il Governo italiano si sta facendo carico di questo problema drammatico. Il Governo forse poteva fare di più, anche dal punto di vista economico. Solo per calmierare i costi energetici della Lombardia ci vorrebbero 18 miliardi. Detto questo bisogna ammettere che il Governo ci ha ascoltato e ha accolto tante delle nostre proposte uscite dal ‘tavolo di competitività’ con le associazioni di categoria. E quindi l’Italia da sola può fare poco. Questo deve essere un tema centrale dell’Europa. Questa crisi la risolviamo solo in Europa. La politica monetaria va bene, ma serve anche garantire più potere di acquisto ai lavoratori, intervenire sul cuneo fiscale. Ma la priorità, l’urgenza resta il caro energia. Poi, certo, non basta…”.

A cosa si riferisce?

“Noi dobbiamo fare tutti i compiti a casa: intensificare i rigassificatori, sfruttare le risorse del sottosuolo italiano, affrontare seriamente il problema, valutando tutte le alternative, nucleare compreso, perché l’autonomia energetica sarà un fattore strategico. Prima, però, tutto passa dal “price cap”: questo è l’emergenza che deve affrontare l’Europa. Subito, prima dell’estate”

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